Un hard disk da 5GB, uno schermo monocromatico da 2 pollici e la promessa di "1.000 canzoni in tasca": il 23 ottobre 2001 Steve Jobs presentò l'iPod a 399 dollari, e con quel dispositivo Apple cominciò a smettere di essere soltanto un'azienda di computer. Venticinque anni dopo la linea è chiusa — l'ultimo iPod touch è stato dismesso il 10 maggio 2022 — ma quel lettore resta uno dei prodotti più significativi della storia dell'azienda e un contributo decisivo alla sua espansione oltre il Mac. Il confronto più diretto arriva proprio oggi: l'iPhone Duo, che debutta esattamente un quarto di secolo dopo, parte da 1.999 dollari.
Un hard disk da 5GB e un assegno da 10 milioni di dollari
L'iPod nacque da un componente che Toshiba non sapeva come usare: un hard disk da 1,8 pollici e 5GB, molto più piccolo di quelli montati sui portatili dell'epoca. Jon Rubinstein, allora responsabile dell'hardware Apple, lo vide durante una visita ai fornitori in Giappone e convinse Steve Jobs a comprare l'intera produzione.
Il conto fu di 10 milioni di dollari, l'assegno che Rubinstein chiese a Jobs per acquistare tutti i drive da 1,8 pollici che Toshiba poteva produrre. Per guidare il progetto, Apple si affidò a un esterno: Tony Fadell, contattato mentre sciava a Vail, firmò un contratto di 8 settimane senza sapere cosa avrebbe costruito. Il software arrivò da un'altra strada: Apple comprò SoundJam, l'applicazione MP3 nata per sincronizzare i Mac con il Diamond Rio, e la trasformò in iTunes. Il sistema operativo dell'iPod, invece, non era Apple: girava su una piattaforma di PIXO e PortalPlayer. All'evento di presentazione al Town Hall di Infinite Loop l'invito recitava «Hint: It's not a Mac».
Jobs arrivò a quel progetto con un ritardo che lui stesso ammise: aveva puntato su foto e video e trascurato la rivoluzione MP3. Disse a Fortune di essersi sentito «I felt like a dope» — un allocco — perché pensava che Apple avesse perso il treno e dovesse recuperare in fretta.
'1.000 canzoni in tasca': cosa c'era dentro il primo iPod
Il primo iPod offriva un hard disk da 5GB, uno schermo LCD monocromatico, la ghiera meccanica a scorrimento e fino a 10 ore di autonomia dichiarata, al prezzo di 399 dollari. La variante di capacità massima dell'iPod originale arrivava a 10GB, pari a 2.000 canzoni secondo il marketing Apple. La vera arma era la porta FireWire: Apple dichiarava di trasferire un intero CD in meno di 10 secondi e 1.000 brani in meno di 10 minuti.
La velocità era decisiva perché lo standard USB 1.0 dell'epoca imponeva circa 10 minuti per trasferire la musica di un singolo CD; via FireWire un intero album passava in circa 30 secondi, e la connessione ricaricava anche la batteria. Il prezzo da pagare era la compatibilità: il primo iPod richiedeva un Mac con iTunes e andò in vendita dal 10 novembre 2001. La ghiera a scorrimento, curiosamente, non uscì dal design di Jonathan Ive ma da un'idea del direttore marketing Phil Schiller.

Il nome lo scelse Vinnie Chieco, copywriter freelance, che riprese la battuta di 2001: Odissea nello spazio — «Open the pod bay doors, Hal» — per arrivare a "iPod". I risultati commerciali arrivarono in fretta: 100 milioni di iPod venduti entro aprile 2007, meno di sei anni dopo il primo modello, e 304 milioni cumulati al decimo anniversario, nel 2011.
Dal 2001 all'iPhone Duo: 25 anni in una tabella
Il salto tra il primo iPod e l'iPhone Duo si misura meglio con i numeri: prezzo, potenza, memoria, schermo e resistenza raccontano venticinque anni di evoluzione hardware. Ecco il confronto sulle specifiche principali.
| Voce | iPod (2001) | iPhone Duo (2026) |
|---|---|---|
| Prezzo di lancio | 399 dollari | 1.999 dollari |
| Processore | PortalPlayer PP5002, due core a 90MHz | A20 Pro, sei core fino a 4,93GHz |
| RAM | 32MB | 12GB |
| Storage | 5GB (fino a 10GB) | fino a 2TB |
| Schermo | 2 pollici, monocromatico, 160×128 | interno 5,4" 1398×2034, esterno 7,6" 1878×2670, a colori |
| Peso | 184 grammi | 254 grammi |
| Resistenza | nessuna certificazione IP | IP68 |
Su queste basi, l'iPhone Duo ha 375 volte la RAM (12GB contro 32MB) e 200 volte lo storage del primo iPod (2TB contro 10GB), con un processore circa 50 volte più veloce. Anche il prezzo è cambiato: 399 dollari del 2001 equivalgono a circa 750-760 dollari di oggi, quindi l'iPhone Duo costa circa 2,6 volte l'iPod corretto per l'inflazione (1.999 diviso 760). Qui le fonti divergono di poco: Cult of Mac calcola 760 dollari, Macworld circa 750; la differenza dipende dall'indice e dal periodo di conversione usati.
L'eredità vive in Apple Music, non in un negozio
L'iPod non è più in vendita dal 10 maggio 2022, ma Apple lo tiene vivo in un modo inatteso: sulla pagina "not found" del sito di Apple Music è nascosto un iPod virtuale funzionante, controllabile con mouse, trackpad o touchscreen. È un omaggio alla portata del passaggio: dove il primo iPod conteneva 1.000 brani, Apple Music oggi promette accesso a 100 milioni di canzoni, cioè 100.000 volte tanto, calcolando il rapporto tra le due cifre.
La parabola della linea racconta lo stesso spostamento: iPod mini nel 2004, iPod shuffle e nano nel 2005, iPod touch nel settembre 2007, iPod classic discontinuato nel settembre 2014, nano e shuffle nel luglio 2017, fino al touch del maggio 2019 e alla chiusura del maggio 2022. Greg Joswiak, senior vice president of worldwide marketing di Apple, ha sintetizzato l'eredità con una formula: «the spirit of iPod lives on», e vive attraverso iPhone, Apple Watch, HomePod mini, Mac, iPad e Apple TV.
Perché l'iPod resta lo spartiacque
La lettura di Six Colors è che la vera "era iPod" sia durata solo una manciata di anni, dal 2001 al rapido affermarsi dell'iPhone dal 2007, e che sia stata completamente oscurata dal prodotto successivo. I numeri, però, aggiungono una sfumatura: 304 milioni di unità al 2011 contro 100 milioni nell'aprile 2007 significano 204 milioni di iPod venduti tra aprile 2007 e il 2011, cioè circa il 67% del totale (204 su 304). L'oggetto che ha aperto la strada al telefono ha continuato a vendere anche negli anni successivi.
Per chi oggi compra un iPhone Duo da 1.999 dollari, la musica non è più la ragione d'acquisto: è una funzione tra le tante. Eppure quel "1.000 canzoni in tasca" del 2001 ha insegnato ad Apple tre cose che servono ancora — sincronizzare il contenuto leggero su un hardware che fa meno, velocizzare il trasferimento, vendere un'esperienza più che un componente. È il motivo per cui l'iPod, a 25 anni, conta più come punto di svolta che come oggetto da collezione.
Fonti
- iPod 25th Anniversary
- First iPod puts 1,000 songs in your pocket
- The iPod, which set Apple on its course, turns 25
- The iPhone Duo arrives exactly 25 years after the iPod
- Apple's hidden a fully functional original iPod
- Happy 25th Anniversary, iPod
