Una rotella che gira, il click a ogni scatto, un menu che scorre: il primo iPod è tornato, ma vive dentro una pagina di errore di Apple Music. A 25 anni esatti dall'annuncio del 23 ottobre 2001, Apple celebra il suo lettore più iconico con un easter egg che si trova solo sbagliando indirizzo — e che funziona soltanto restando nel browser. La scelta dice qualcosa di preciso: la nostalgia, in casa Apple, non passa dall'app.
Un iPod completo (e con un gioco nascosto) dentro la pagina 404
Basta aggiungere un percorso inesistente al sito, per esempio music.apple.com/ipod, e la pagina "Page Not Found" di Apple Music cambia faccia: accanto all'errore compare la scritta "Give this a spin instead.", in Garamond, con l'immagine di un iPod di prima generazione. Con quell'indirizzo specifico il testo diventa invece "Looking for something?".
L'emulazione è molto dettagliata, ma non riproduce l'audio. Ecco cosa sa fare:
- la rotella si trascina con mouse, trackpad o touchscreen e clicca a ogni scatto, con il suono originale;
- il tasto centrale seleziona e avvia il brano;
- la libreria contiene circa 1.000 brani (stima di AppleInsider), da Beyoncé a Britney Spears, da Daft Punk a Dr. Dre, Eminem, Foo Fighters, Justin Timberlake, Lady Gaga, Michael Jackson, U2;
- la riproduzione passa da anteprime da 90 secondi, con barra di avanzamento;
- tra i titoli citati, "Viva La Vida" dei Coldplay e "Feel Good Inc." dei Gorillaz.
C'è poi un easter egg dentro l'easter egg. Da Impostazioni → Info, tenendo premuto a lungo il tasto centrale della rotella, sullo schermo parte Breakout. Non è un riferimento casuale: Steve Wozniak e Steve Jobs lavorarono a Breakout in Atari negli anni Settanta.
Le fonti non concordano su audio e durata delle anteprime
Sulla durata le testate divergono: 9to5Mac e MacRumors indicano 90 secondi, TechRadar parla di "poco più di un minuto". Divergono anche sull'audio: la prova di AppleInsider non ha prodotto alcun suono, mentre TechRadar sostiene di aver sentito il brano corretto a ogni selezione casuale.
Nel primo caso la spiegazione è tecnica. L'iPod virtuale si comporta come se suonasse — barra di avanzamento inclusa — ma l'audio non arriva: il catalogo dovrebbe includere tutti i brani, secondo AppleInsider, e una lettura possibile è che i diritti non coprano la riproduzione su una pagina dove non serve un abbonamento. TechRadar, dal canto suo, non ha testato l'intera libreria: parla di selezioni casuali andate a buon fine per "poco più di un minuto", non del brano completo.

Come aprirlo senza finire nell'app Apple Music
L'easter egg esiste solo nel browser: nell'app non si vede. Il problema è il redirect, perché cliccando il link si finisce direttamente in Apple Music. Su Mac si tiene premuto Command mentre si clicca; su iPhone e iPad si fa pressione lunga sull'indirizzo e si sceglie Apri, evitando "Apri in Music".
Non c'è conferma che la pagina sia stata creata apposta per l'anniversario: potrebbe essere online da tempo. Conviene provarlo adesso, perché nulla garantisce che resti raggiungibile.
Cosa dice un iPod da 1.000 brani nel 2026
Nel 2001 Apple vendeva l'iPod con una promessa rimasta nella storia del marketing: 1.000 brani in tasca. L'iPod virtuale tiene fede a quel numero con una precisione che sembra un dettaglio e invece è un messaggio: la sua libreria conta circa 1.000 brani, cioè lo 0,001% dei 100 milioni di brani a cui dà accesso Apple Music (1.000 su 100.000.000). Non è una scorciatoia al catalogo: è una ricostruzione in scala 2001, con un catalogo 100.000 volte più piccolo (100.000.000 ÷ 1.000).
La scala temporale dice il resto. L'iPod è stato una colonna portante di Apple per oltre vent'anni, dal lancio nel 2001 alla dismissione nel 2022; da allora sono passati 4 anni, poco meno di un quinto di quella vita commerciale (4 su 21, circa il 19%). Il listino misura la distanza: i 399 dollari del 2001 equivalgono, ai 11,99 dollari al mese di Apple Music, a poco più di 33 mesi di abbonamento (399 ÷ 11,99 ≈ 33,3). Allora si comprava un oggetto, oggi si affitta un catalogo.
TechRadar chiude il cerchio citando la propria collaboratrice Carrie Marshall: "what Apple did was what Apple does so well. It learned from other people's mistakes and then marketed its own products perfectly. 1,000 songs in your pocket."
Il 23 ottobre 2026 è anche il giorno in cui l'iPhone Duo arriva sul mercato. Eppure la celebrazione più sottile Apple l'ha messa in una pagina che dovrebbe dire soltanto "non c'è niente qui": un prodotto sopravvive finché qualcuno ne emula la rotella, anche a quattro anni dalla sua fine.
