Siri su Nvidia Blackwell: Apple abbandona Apple Silicon nel cloud

Apple aveva costruito l'intera promessa di Apple Intelligence sulla garanzia che i dati degli utenti non avrebbero mai toccato server di terze parti. Quella garanzia viene ora ridefinita: la nuova versione di Siri, attesa per settembre 2026, girerà su chip Nvidia Blackwell B200 ospitati nei datacenter di Google Cloud, con la protezione affidata alla crittografia hardware di Nvidia invece che all'infrastruttura proprietaria di Apple. Il motivo è semplice e brutale: Private Cloud Compute era troppo lento.

Agli inizi del 2026, Apple e Google avevano emesso una dichiarazione congiunta annunciando che la nuova generazione di Apple Foundation Models si sarebbe basata sui modelli Gemini e sulla «cloud technology» di Google. Quel dettaglio — «modelli e cloud technology» — era già un segnale che l'elaborazione di rete non sarebbe rimasta su server Apple. Craig Federighi aveva implicitamente escluso questo scenario nel 2024, quando aveva dichiarato che per la privacy e la sicurezza era essenziale affidarsi esclusivamente ai server Apple per le richieste cloud.

Private Cloud Compute non reggeva il modello Gemini

Private Cloud Compute è il sistema cloud proprietario di Apple, annunciato nel 2024, progettato per elaborare richieste AI su hardware Apple Silicon garantendo che le query degli utenti non vengano conservate né usate per addestrare i modelli. Quando Apple ha tentato di far girare una versione modificata di Gemini su questa infrastruttura, il risultato era inaccettabile: il sistema era troppo lento per essere usabile.

La lentezza ha forzato la scelta verso l'esterno. I chip selezionati per il nuovo workload sono i Blackwell B200 di Nvidia, l'architettura introdotta nel 2024 come successore di Hopper, progettata specificamente per modelli linguistici di grandi dimensioni, con miglioramenti rilevanti su inferenza, larghezza di banda della memoria e scaling multi-GPU.

La portata dell'impegno infrastrutturale è indicata da un'indiscrezione del 2025 riportata da AppleInsider: Apple avrebbe pianificato l'acquisto di 250 server Nvidia NVL72, ciascuno dal costo di circa 4 milioni di dollari. Il calcolo porta a un investimento di circa 1 miliardo di dollari — una cifra che esclude l'ipotesi di una soluzione provvisoria in attesa di un Apple Silicon cloud-ready più potente.

Siri rinnovata girerà su chip Nvidia nel cloud
Nel cloud, i processori Nvidia eseguono i complessi algoritmi degli assistenti vocali intelligenti. Foto di Jeremy Waterhouse su Pexels

La protezione dei dati: da Apple Silicon a Nvidia Confidential Compute

Con i chip Nvidia al posto di Apple Silicon, il meccanismo di protezione dei dati cambia strutturalmente. Apple utilizzerà la funzione confidential compute di Nvidia, una soluzione basata su hardware che cifra i dati mentre vengono elaborati sulle GPU, anche in ambienti cloud condivisi. Nvidia descrive questa tecnologia come capace di preservare «la riservatezza e l'integrità dei modelli AI», consentendo ai «workload AI sensibili di girare in modo sicuro su scala, anche in ambienti condivisi o cloud».

Quanto sopravviverà di Private Cloud Compute è ancora incerto. Apple, stando alle indiscrezioni, vorrebbe mantenere il branding anche nella nuova architettura, ma i dettagli tecnici su come i due sistemi coesistano non sono stati chiariti.

L'architettura complessiva resta ibrida: le richieste semplici vengono elaborate direttamente sul dispositivo, senza connessione di rete; quelle che richiedono maggiore potenza di calcolo vengono inoltrate al cloud Google/Nvidia. La differenza rispetto al passato è che quella potenza extra non arriva più da server Apple.

Cosa cambia per chi usa Siri

Per l'utente finale, il cambio infrastrutturale sarà invisibile. Le query non passeranno per server Apple, ma attraverso server Google con hardware Nvidia, con cifratura attiva durante l'elaborazione. Apple continuerà a garantire che i prompt non vengano trattenuti per l'addestramento dei modelli.

L'aspetto più critico è strategico. Questa mossa «diverge dalla strategia di Apple di tentare di controllare tutti gli ingredienti critici dei propri prodotti», come riportano le indiscrezioni da The Information. Non è solo una questione di chip o di provider cloud: è una concessione esplicita che la velocità di elaborazione ha avuto la precedenza sulla purezza dell'architettura proprietaria. Per la prima volta in modo così diretto, Apple affida a un'infrastruttura esterna — hardware Nvidia su cloud Google — una funzione che era stata presentata come il cuore dell'esperienza utente privata.

Come avevamo riportato, le funzionalità avanzate di Siri promesse nel 2024 non erano ancora disponibili a giugno 2026. Il keynote di apertura del WWDC 2026, fissato per lunedì 8 giugno alle 10:00 AM ora del Pacifico, sarà il momento in cui Apple dovrà dimostrare che l'attesa è valsa la pena — con un'architettura che, paradossalmente, non è più interamente sua.

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