Paul Meade ha guidato i due progetti hardware più ambiziosi di Apple: il visore Vision Pro e i futuri smart glasses basati sull'AI, previsti per il 2027. Ora lascia Cupertino per unirsi al team hardware di OpenAI. La notizia, riportata da Mark Gurman di Bloomberg, arriva mentre Apple è nel mezzo di una riorganizzazione interna e il futuro del suo wearable più costoso rimane tutt'altro che definito.
La successione Ternus ha rimescolato le carte
La partenza di Meade non è avvenuta nel vuoto. L'imminente nomina di John Ternus al ruolo di CEO Apple ha portato con sé una ristrutturazione del team hardware engineering che, secondo Gurman, ha lasciato diversi vicepresidenti con la sensazione concreta di essere stati retrocessi. Meade rientra in questa categoria.
Il contesto aggrava il peso della perdita. Vision Pro non è riuscito a imporsi sul mercato di massa, e Apple sta cercando negli smart glasses una risposta più accessibile alla pressione competitiva dei wearable di Meta. Era proprio questo il progetto sotto la responsabilità tecnica di Meade. Perdere chi ha guidato tecnicamente entrambi i prodotti fin dall'inizio — mentre il più promettente è ancora in fase di sviluppo — non è una complicazione trascurabile.
OpenAI punta sul fisico, non solo sui modelli
OpenAI sta costruendo la sua presenza nell'hardware con continuità. Meade si aggiunge a una squadra già impegnata su un progetto realizzato in collaborazione con Jony Ive, ex chief design officer di Apple. Sam Altman ha descritto il dispositivo come qualcosa di più "tranquillo e pacato" rispetto a uno smartphone — una direzione progettuale deliberatamente distante dal telefono. Rapporti dell'autunno 2025 indicavano però che la squadra stava ancora lavorando alla definizione dei dettagli del prodotto.

L'arrivo di un VP con esperienza diretta su visori e wearable AR è esattamente il tipo di apporto tecnico concreto che serve per passare dalla fase concettuale ai prototipi. La competizione tra le grandi aziende dell'AI non si gioca più solo sui benchmark dei modelli linguistici: il prossimo campo di battaglia sono i dispositivi fisici attraverso cui quei modelli raggiungeranno le persone.
Cosa cambia per Apple — e per chi aspettava i suoi wearable
Le due fonti concordano sui fatti principali senza contraddizioni. TechCrunch aggiunge un dettaglio che Matrice Digitale non approfondisce: la connessione diretta tra la partenza di Meade e la gestione della transizione verso il nuovo CEO, il che inquadra l'episodio come l'effetto strutturale di una scelta di governance, non una dimissione isolata.
Per chi ha acquistato Vision Pro — o attendeva gli smart glasses di Apple — la domanda operativa è se questi cambi di guida si tradurranno in ritardi o discontinuità di sviluppo. Nessuna fonte lo conferma, ma perdere il responsabile tecnico di entrambi i prodotti in un'unica mossa è un fattore di rischio reale per la continuità del progetto.
Meade porta in OpenAI una conoscenza difficilmente replicabile di questa categoria di prodotti. La vera scommessa è trasformarla in un dispositivo fisico concreto — un'impresa che, stando alle difficoltà documentate nell'autunno 2025, si è già rivelata più complessa del previsto.

