Apple si prepara a rinnovare ogni Mac che vende, per un totale di 11 nuovi modelli nei prossimi due anni. La spinta arriva dall’intelligenza artificiale: la domanda di notebook potenti per carichi di lavoro basati su agenti AI sta crescendo per il terzo anno consecutivo e l’azienda vuole capitalizzare con chip sempre più focalizzati sull’AI. Il primo passo arriva già in autunno, con il debutto del chip M6 e un nuovo design con touchscreen OLED per i MacBook Pro di fascia alta entro fine 2026.
La roadmap completa: tutti i Mac in arrivo fino al 2028
Secondo quanto riportato da Mark Gurman di Bloomberg, l’ondata di nuovi computer toccherà l’intera gamma Apple, dal portatile economico fino al desktop professionale. La sequenza attesa, basata sulle indiscrezioni, è questa:
- Autunno 2026: MacBook Pro entry-level 14″ con M6 (codenamed J804) e iMac con M6 (J833, J834)
- Fine 2026 – inizio 2027: MacBook Pro di fascia alta 14″ e 16″ con design completamente nuovo, schermo OLED touchscreen e chip M5 Pro / M5 Max (K114 e K116)
- Inizio 2027: MacBook Air 13″ e 15″ (J913, J915) con chip M6, senza redesign
- 2027 (probabilmente): MacBook Pro entry-level ridisegnato con M7 (K104)
- Fine 2027 – inizio 2028: successori dei MacBook Pro OLED con M7 Pro e M7 Max
- 2028 (al più presto): MacBook Air con pannello OLED
- Tempistica non definita: iMac con OLED, Mac mini (M5 Pro e M6), Mac Studio (M5 Max e M5 Ultra)
Per Mac mini e Mac Studio le date restano incerte perché dipendono dalla fornitura di chip di memoria. Alcuni modelli attuali registrano già tempi di attesa di almeno tre mesi per i nuovi ordini.
MacBook Pro e iMac aprono le danze con M6
I primi modelli a debuttare saranno il nuovo MacBook Pro entry-level da 14 pollici e gli iMac, entrambi basati sul chip M6. Lo sviluppo di queste macchine è già stato completato, ma la commercializzazione non scatterà prima dell’autunno.
Il MacBook Pro entry-level (J804) assomiglierà esteticamente all’attuale versione da 14 pollici, mentre gli iMac (J833 e J834) non dovrebbero portare modifiche al design, fermo al 2021. La vera novità strutturale arriverà con i MacBook Pro di fascia alta (K114 e K116), i primi a montare uno schermo OLED con funzionalità touch. Apple li sta testando con macOS 27.1, atteso per fine ottobre, e potrebbe lanciarli tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Un dettaglio insolito: questi modelli useranno chip M5 Pro e M5 Max, non varianti M6, perché Apple starebbe accelerando lo sviluppo della famiglia M7, facendo dell’M6 un chip a ciclo breve destinato soprattutto ai modelli entry-level.
MacBook Neo: A19 Pro, 12 GB di RAM e nuovi colori
Il MacBook Neo, lanciato a marzo 2026 con un prezzo di partenza poi salito da 599 a 699 dollari, riceverà un aggiornamento sostanzioso. Apple sta testando una seconda generazione con il chip A19 Pro e 12 GB di RAM, contro gli 8 GB del modello attuale con A18 Pro.

I punteggi Geekbench mostrano miglioramenti misurati ma significativi nella gamma multi-core:
| MacBook Neo (A18 Pro) | Nuovo MacBook Neo (A19 Pro) | |
|---|---|---|
| RAM | 8 GB | 12 GB |
| Single-core | ~3500 | ~3600 (+3%) |
| Multi-core | ~8500 | ~9250 (+9%) |
Il salto in multi-core sfiora il 9%, un dato rilevante per un portatile pensato per la fascia più accessibile. L’aggiornamento includerà anche nuove opzioni di colore, in aggiunta agli attuali Silver, Blush, Citrus e Indigo. Non è ancora chiaro quando arriverà, ma la finestra più probabile è la prima metà del 2027.
MacBook Air, Mac mini e Studio: M7 e incognite sulle forniture
Il MacBook Air vedrà un aggiornamento modesto all’inizio del 2027: stesso design, ma con il passaggio al chip M6. Un vero salto generazionale — schermo OLED e redesign — è atteso non prima del 2028.
Più complessa la situazione per i desktop professionali. Mac mini è in fase di test con configurazioni M5 Pro e M6, mentre Mac Studio punta su M5 Max e M5 Ultra. La tempistica di lancio, però, resta subordinata alla disponibilità di memoria, in un momento in cui i prezzi dei componenti hanno già spinto Apple ad alzare i listini fino a 500 dollari su alcuni modelli. L’attuale MacBook Air parte ora da 1.299 dollari, ben al di sopra dei 699 dollari del Neo.
La scommessa di Apple: AI, cicli di chip più stretti e differenziazione
La strategia che emerge dalle indiscrezioni di Bloomberg ha una logica industriale precisa. Apple sta comprimendo il ciclo di vita dell’M6 per arrivare prima all’M7, il chip su cui punta per gestire in modo nativo i carichi di lavoro AI più pesanti. Se l’M6 debutta in autunno 2026 e già nel 2027 vediamo i primi Mac con M7, la finestra di transizione è di appena un anno — molto più stretta dei canonici 18-24 mesi tra una generazione e l’altra di Apple Silicon.
Per l’utente Mac, questo ha una conseguenza concreta: chi acquista un MacBook Pro entry-level o un iMac questo autunno si troverà con un chip che potrebbe essere rapidamente scavalcato dalla generazione successiva, soprattutto se l’AI rappresenta una quota crescente del proprio flusso di lavoro. I modelli di fascia alta, invece, saltano direttamente all’M7, creando un doppio binario che separa netbook e desktop consumer dai portatili professionali. Una scelta che, se confermata, ridefinisce la segmentazione della linea Mac più di quanto abbia fatto il passaggio da Intel a M1.
Il rischio è che la finestra M6 appaia come un intermezzo, utile a testare volumi e processi produttivi in attesa della vera rivoluzione M7. Se le tempistiche reggono, il 2027 sarà l’anno in cui Apple ridisegna insieme hardware, display e architettura dei suoi Mac dopo anni di aggiornamenti incrementali.
