La fine del Mac Pro non è stata una lenta agonia, ma un cimitero di progetti mai nati. Ingegneri Apple avevano sviluppato chip di potenza doppia rispetto agli Ultra e persino un aggiornamento con processore Intel, prima che l'azienda premesse il tasto stop su tutto. Il verdetto è arrivato a marzo 2026, dopo 20 anni di produzione ininterrotta: il Mac Pro usciva di scena senza eredi, lasciando il Mac Studio come unica ammiraglia desktop.
A svelare i retroscena è Mark Gurman di Bloomberg nella sua newsletter Power On. I documenti interni raccontano di una strategia molto più ambiziosa di quanto i prodotti finali abbiano mai mostrato.
Chip "Extreme": potenza doppia, costi insostenibili
Apple aveva sviluppato due generazioni di processori mai visti in commercio: gli M2 Extreme e gli M3 Extreme. L'idea era offrire il doppio dei core CPU e GPU rispetto ai chip Ultra della stessa famiglia.
"Il piano era offrire il doppio dei core grafici e di elaborazione principale rispetto a quel chip", ha spiegato Gurman. "In passato ho chiamato questo processore 'Extreme', che mi sembra il nome di marketing più sensato per qualcosa al di sopra di Ultra."
Per dare una scala: l'M2 Ultra del Mac Pro lanciato a giugno 2023 arrivava fino a 24 core CPU, 76 core GPU e 192 GB di memoria unificata. Un ipotetico M2 Extreme avrebbe potuto toccare 48 core CPU e 152 core GPU.
"Il progetto è stato abbandonato per i costi di produzione elevati e le preoccupazioni sulla domanda", riporta Gurman. Apple ha concluso che produrre silicio così estremo per una nicchia di utenti non aveva senso economico, specie quando il Mac Studio offriva prestazioni paragonabili a un prezzo inferiore.
Il modello Intel che nessuno si aspettava
Il dettaglio più sorprendente emerso dall'inchiesta riguarda un prototipo con nome in codice J170: un Mac Pro con processore Intel, sviluppato mentre Apple era già nel pieno della transizione a Apple Silicon.

"Apple stava lavorando a un nuovo Mac Pro Intel (sì, anche quando già produceva i propri chip) per rispondere a determinati utilizzi", scrive Gurman.
AppleInsider ipotizza che la ragione fosse il supporto alle schede grafiche PCI-E: Apple Silicon non consente GPU esterne, un limite che per alcuni carichi di lavoro professionali restava critico.
Un secondo modello, nome in codice J190, avrebbe invece montato un chip M3 Ultra e sarebbe dovuto uscire insieme al Mac Studio M3 Ultra all'inizio del 2025. Entrambi i progetti sono stati cancellati prima di raggiungere la produzione.
I modelli Mac Pro mai arrivati sul mercato
I progetti interni di Apple sulla linea Mac Pro includevano tre strade, tutte abbandonate:
- J170 — Mac Pro con processore Intel, pensato per casi d'uso specifici (probabilmente legati all'espansione GPU)
- J190 — Mac Pro con chip M3 Ultra, pianificato per un lancio a inizio 2025 insieme al Mac Studio
- Modelli con chip Extreme — M2 Extreme e M3 Extreme, con il doppio dei core rispetto ai chip Ultra contemporanei
Il Mac Studio ha reso superfluo il Mac Pro
Il colpo definitivo al Mac Pro non è arrivato dai costi dei chip Extreme, ma da un prodotto già in listino. Il Mac Studio, molto più compatto ed economico, monta oggi un chip M3 Ultra con fino a 96 GB di memoria unificata, offrendo prestazioni che rendono difficile giustificare il sovrapprezzo del Mac Pro.
Apple ha smesso di aggiornare il Mac Pro già con la generazione M3, saltandolo completamente mentre il Mac Studio riceveva il chip Ultra. Un'assenza che, col senno di poi, era il preavviso della dismissione definitiva.
Secondo Gurman, nuovi Mac Studio con chip M5 Ultra arriveranno già nell'autunno 2026, consolidando la scelta di Apple di puntare su questa forma per la potenza desktop di fascia alta. Un ritorno del Mac Pro, aggiunge, non è previsto "né a breve, né forse mai".
La parabola del Mac Pro si chiude senza il processore più potente mai progettato da Apple. Il silicio "Extreme" resta un esercizio di laboratorio — l'ennesima dimostrazione che a Cupertino la potenza senza un mercato sufficiente non arriva sugli scaffali.
