Dopo quasi due anni di negoziati e rinvii, Apple Intelligence ha ricevuto l’autorizzazione definitiva per operare in Cina. Il 15 luglio 2026 la Cyberspace Administration cinese ha iscritto il servizio di intelligenza artificiale generativa di Apple nell’elenco dei fornitori approvati, rimuovendo l’ultimo ostacolo che separava l’ecosistema AI della Mela da uno dei suoi mercati più strategici. La particolarità è che il via libera arriva in una fase in cui gli iPhone continuano a vendere bene in Cina anche senza funzionalità AI: una base installata già in crescita che ora riceverà un argomento commerciale aggiuntivo.
L’intesa poggia su un doppio binario. Alibaba fornirà il modello Qwen come motore principale di Apple Intelligence su iOS, iPadOS, macOS e visionOS, coprendo sia la generazione di testo sia quella di immagini. Baidu contribuirà su scala più ridotta, presumibilmente per funzioni specifiche come Visual Intelligence. La notizia ha spinto le azioni Alibaba quotate negli Stati Uniti a un rialzo del 3,7% nella seduta di mercoledì.
Due anni di negoziati e un’attivazione accidentale
La strada per l’approvazione è stata lunga. Apple aveva annunciato la sua suite di intelligenza artificiale alla WWDC24, ma le severe norme cinesi sui modelli generativi e sulla privacy dei dati impongono la registrazione preventiva di ogni LLM e servizio AI. Ciò ha costretto l’azienda a cercare partner locali già in possesso delle autorizzazioni necessarie.
L’accordo con Alibaba è stato siglato a febbraio 2025. A metà giugno 2026 l’azienda cinese ha presentato l’ultima versione del modello Qwen dichiarandolo compatibile con Apple Intelligence. Il passo decisivo è arrivato però solo il 15 luglio 2026 con l’iscrizione ufficiale nella lista della Cyberspace Administration.
Un episodio curioso ha punteggiato l’attesa: a marzo 2026 Apple Intelligence si è attivata brevemente su alcuni iPhone cinesi, apparentemente per errore. Le funzioni sono state ritirate dopo poche ore, ma l’incidente ha confermato che l’integrazione tecnica era già pronta e che mancava soltanto il semaforo verde politico-regolatorio.
La compressione di Qwen: 54 GB ridotti a meno di 4
Un elemento tecnico significativo riguarda la dimensione del modello. Qwen, nella sua forma originale, occupava circa 54 GB. Troppo per funzionare in locale su un iPhone. Qui entra in scena PrismML, spinout del Caltech sostenuta da Khosla Ventures, che ha compresso il modello a meno di 4 GB, mantenendo intatti tutti i 27 miliardi di parametri. Il modello compresso può girare su iPhone 15 o modelli più recenti.
| Specifica | Valore |
|---|---|
| Dimensione originale Qwen | ~54 GB |
| Dimensione dopo compressione PrismML | <4 GB |
| Parametri mantenuti | 27 miliardi |
| Dispositivi compatibili | iPhone 15 e successivi |
L’operazione non è solo una curiosità ingegneristica. Portare un modello da 27 miliardi di parametri su un telefono senza passare dal cloud significa ridurre la latenza, preservare la privacy e soddisfare i requisiti cinesi sull’elaborazione on-device. Secondo quanto riportato, Apple sarebbe in trattativa con PrismML per l’uso della tecnologia di compressione.

Un mercato in controtendenza
Il lancio di Apple Intelligence in Cina arriva in un momento di apparente paradosso commerciale. Nel secondo trimestre 2026, mentre il mercato cinese degli smartphone registrava un’ulteriore contrazione, le spedizioni di iPhone sono cresciute del 24,4% anno su anno. Apple è diventata il brand di smartphone con la crescita più rapida in Cina, mantenendo una posizione di forza mentre i concorrenti Android alzavano i listini a causa dell’aumento dei costi di DRAM e NAND.
L’andamento conferma quanto il brand continui a esercitare attrattiva in Cina anche in assenza di funzionalità AI, e mette in prospettiva il potenziale impatto di Apple Intelligence: non si tratta di salvare vendite in difficoltà, ma di aggiungere uno strato di valore su una base già in forte espansione.
Il nodo geopolitico dietro l’accordo
L’intesa Apple-Alibaba non è soltanto una partnership commerciale. Il modello Qwen è al centro di tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina. Anthropic ha accusato Alibaba di aver condotto la più grande campagna di distillazione contro il suo modello Claude. Alibaba, da parte sua, ha vietato ai dipendenti l’uso di Claude. Negli Stati Uniti si discute di restrizioni all’adozione di modelli cinesi da parte delle aziende americane.
In questo contesto, la scelta di Qwen come motore AI per gli iPhone venduti in Cina assume un significato che va oltre la tecnica: definisce quale intelligenza artificiale girerà sui dispositivi consumer di maggior valore nel mercato cinese.
L’integrazione con Baidu, sebbene circoscritta, aggiunge un ulteriore tassello a un mosaico in cui la censura e il filtraggio dei contenuti imposti da Pechino saranno inevitabilmente parte dell’esperienza utente. Apple non si è ancora pronunciata ufficialmente, ma una fonte anonima citata da Reuters conferma il doppio binario Alibaba-Baidu.
Un lancio atteso con i sistemi operativi autunnali
Nessuna data di lancio è stata ancora comunicata. Il via libera normativo, tuttavia, fa scattare un orologio implicito: in casi analoghi l’approvazione ha preceduto il rollout di pochi mesi. L’ipotesi più probabile è che Apple Intelligence arrivi in Cina con iOS 27 e macOS 27, in concomitanza con il ciclo di aggiornamenti software autunnale.
La finestra autunnale darebbe ad Apple il tempo di completare l’integrazione con i modelli locali e gestire le specificità linguistiche e culturali del mercato cinese, dove i rivali domestici hanno integrato funzioni AI nei loro telefoni ben prima della Mela.
Fonti
- Cultofmac.com
- Thenextweb.com
- China takes another step toward approving Apple Intelligence
- Apple Intelligence Finally Cleared to Launch in China
- 9to5mac.com
