Carenza di RAM: iPhone 18 Pro e pieghevole a rischio disponibilità al lancio

La domanda insaziabile di memoria per i data center dell’intelligenza artificiale sta prosciugando le scorte globali di DRAM. A farne le spese rischiano di essere gli iPhone di punta in arrivo tra poche settimane: circa un miliardo di dollari di processori Apple A20 Pro restano bloccati negli stabilimenti di packaging in attesa dei chip di memoria, mettendo a repentaglio la disponibilità iniziale di iPhone 18 Pro e del primo pieghevole iPhone Ultra.

Con il modello base iPhone 18 rinviato alla primavera 2027 e nessun iPhone Air 2 in autunno, la domanda si concentrerà proprio sui modelli più costosi, già attesi in rialzo di prezzo. E la finestra per accaparrarseli senza lunghe attese potrebbe chiudersi in fretta.

TSMC accumula un miliardo di dollari di chip incompleti

I processori A20 Pro, primi a essere prodotti con il nodo N2 di TSMC e confezionati con la nuova tecnologia Wafer-Level Multi-Chip Module (WMCM), stazionano semilavorati presso TSMC, Foxconn e BYD perché i moduli DRAM necessari al packaging non sono stati consegnati.

L’analista Tim Culpan, le cui indiscrezioni sono state confermate da più testate, stima che il valore dei wafer in attesa abbia già raggiunto circa un miliardo di dollari. La produzione dei chip procede con buoni rendimenti, ma senza memoria non si possono completare le schede madri e, di conseguenza, assemblare gli iPhone.

Perché la DRAM scarseggia e cosa c’entra l’AI

I produttori di memorie — Samsung, SK Hynix e Micron — stanno dirottando capacità produttiva verso la memoria ad alta larghezza di banda (HBM) destinata ai server per l’intelligenza artificiale, molto più redditizia rispetto alla DRAM per dispositivi mobili. Il risultato è una strozzatura che si allarga a tutti i settori.

Il 30 luglio, durante la conference call sui risultati trimestrali, il CEO Tim Cook ha dichiarato: «seeing some very significant constraints currently, with limited flexibility in the supply chain» (stiamo vedendo vincoli molto significativi, con una flessibilità limitata nella catena di approvvigionamento). Basti pensare che nel solo settore auto la memoria media per veicolo è passata da 90 GB del 2023 a 278 GB nel 2026, con le vetture a guida autonoma che arrivano a richiedere 300 GB di RAM e 2 TB di storage, secondo dati Micron. La pressione sui chip per smartphone è destinata a durare: i produttori stessi non prevedono un miglioramento del mercato DRAM prima del 2030.

Smartphone premium e chip di memoria RAM su fondo chiaro, carenza di memorie per i nuovi iPhone
La carenza di chip di memoria RAM rischia di ridurre le scorte dei nuovi iPhone di punta al lancio.

Il tentativo fallito con il produttore cinese CXMT

Per contenere i costi e garantirsi forniture alternative, Apple aveva avviato test con il chipmaker cinese CXMT, sperando di usarlo come leva per strappare prezzi migliori a Samsung e SK Hynix. La mossa si è ritorta contro l’azienda di Cupertino.

CXMT, che opera senza le macchine litografiche EUV a causa delle sanzioni statunitensi, richiede circa il 30% di wafer start in più per ottenere lo stesso output, traducendosi in costi superiori, e ha rifiutato di applicare sconti, allineando anzi i propri prezzi a quelli dei concorrenti coreani. Con Huawei e Xiaomi che hanno già bloccato gran parte della sua produzione con contratti pluriennali, CXMT non aveva bisogno di Apple. Il risultato è che Samsung e SK Hynix hanno visto rafforzato il proprio potere contrattuale, proprio mentre l’offerta globale continua a contrarsi. La vicenda ha anche attirato l’attenzione dei senatori USA, che a fine luglio avevano messo in guardia Apple dal ricorrere a chip di aziende sottoposte a restrizioni.

Cosa cambia per chi aspetta iPhone 18 Pro e iPhone Ultra

Al momento del lancio, previsto tra poche settimane, le scorte iniziali dovrebbero essere sufficienti a coprire la domanda del primo giorno. Ma le fonti della catena produttiva temono che i tempi di consegna degli ordini online si allunghino rapidamente e che l’inventario nei negozi fisici si prosciughi in tempi record.

Con il modello base rimandato alla primavera 2027, l’unica scelta per chi vuole un iPhone nuovo in autunno saranno i Pro e il costosissimo pieghevole iPhone Ultra. Secondo indiscrezioni raccolte da alcune testate, Apple avrebbe comunicato ai propri assemblatori l’intenzione di produrre circa 200 milioni di unità complessive tra iPhone 18, 18 Pro e Ultra nell’arco del loro ciclo di vita; di queste, meno del 10% sarà rappresentato dal pieghevole, il cui prezzo è atteso oltre i 2.000 dollari. Sul fronte prezzi, le stime che indicavano rincari fino a 300 dollari al lancio sono state ridimensionate da analisti che li ritengono improbabili nel 2026, mentre un aumento nel corso del 2027 appare più plausibile. Una disponibilità limitata al debutto potrebbe comunque spingere verso l’alto il mercato secondario.

Una tempesta perfetta nella catena di fornitura

La combinazione di domanda AI, fallimento della leva cinese e ritardi strutturali nell’ampliamento delle fabbriche di memorie — servono da 3 a 5 anni per nuove linee produttive — crea una tempesta perfetta per Apple. L’azienda ha sempre usato la propria scala per spuntare condizioni favorevoli dai fornitori, ma questa volta il potere di mercato dei produttori di DRAM è amplificato da una transizione tecnologica che premia chi serve i data center. Per i consumatori, l’effetto è duplice: prezzi in salita e tempi di attesa che rischiano di allungarsi ben oltre la norma degli ultimi lanci.

La finestra di preordine, insomma, non è mai stata così cruciale. Mettere le mani su un iPhone 18 Pro o sul primo pieghevole Apple senza settimane di attesa richiederà prontezza di riflessi e, probabilmente, la disponibilità a pagare un prezzo più alto del previsto.

Fonti

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