Siri AI non è una versione rebrandizzata di Gemini. All'8 giugno 2026, a margine del keynote WWDC, Apple ha dettagliato per la prima volta l'architettura completa dei suoi Foundation Models: cinque modelli proprietari costruiti su Apple Silicon, affinati per distillazione dalla tecnologia Gemini, ma composti — come ha confermato l'azienda — di codice esclusivamente Apple. Chi interagisce con Siri AI non tocca mai un agente Google, una riga di codice Gemini o Google Search.
L'architettura a cinque livelli
Apple ha strutturato i suoi Foundation Models in una gerarchia con ruoli distinti:
| Modello | Dove gira | Funzione principale |
|---|---|---|
| AFM Core | On-device | Elaborazione base per i compiti quotidiani |
| AFM Core Advanced | On-device | Multimodale nativo, architettura sparsa |
| AFM Cloud | Private Cloud Compute | Richieste più intensive |
| AFM Cloud Image | Private Cloud Compute | Generazione e modifica immagini |
| AFM Cloud Pro | Google Cloud + GPU NVIDIA | Task agentici più complessi |
AFM Core Advanced è il più rilevante: la sua architettura sparsa consente funzionalità avanzate restando sul dispositivo, senza inviare dati ai server. Craig Federighi, Senior Vice President of Software Engineering di Apple, ha presentato l'architettura insieme a Sebastien Marineau-Mes, Mike Rockwell e Amar Subramanya in un briefing separato dal keynote principale.
Il caso AFM Cloud Pro merita una precisazione: usa infrastruttura Google Cloud e GPU NVIDIA, ma resta certificato Private Cloud Compute. La certificazione permette a terze parti indipendenti di verificare che Apple non conservi né manipoli i dati utente sui propri server. L'utilizzo di Gemini ha riguardato esclusivamente la fase di training per distillazione: i modelli Google hanno fatto da "insegnanti", senza che il loro codice finisse nel prodotto finale.
La nuova Siri AI: più contestuale, disponibile ovunque
Come avevamo riportato all'annuncio dell'8 giugno, Siri AI introduce un'interfaccia conversazionale con cronologia sincronizzata via iCloud. La capacità chiave è la lettura del contenuto sullo schermo e l'interazione diretta con le app aperte — senza forzare l'utente a passare da un'applicazione all'altra.
Su iPhone l'accesso avviene scorrendo verso il basso dalla Dynamic Island, oltre ai metodi esistenti. Su Mac è integrata in Spotlight. Federighi ha distinto esplicitamente l'approccio Apple dalla concorrenza: "Some appear to be racing forward, seemingly pursuing AI for the sake of AI, without clear regard for the people, all of us, that it's ultimately meant to serve. We believe that truly helpful AI must be centered around you and your needs."
La voce è ora personalizzabile in ritmo, espressività e accento. Siri AI è disponibile su iPhone, iPad, Mac, Apple Watch e Vision Pro. Resta assente nell'Unione Europea su iPhone e iPad per vincoli regolatori e non sarà disponibile in Cina al lancio, come già riportato.

Spatial Reframing e Image Playground: l'AI entra nelle foto
Due nuove funzioni di Apple Intelligence riguardano la fotografia, con risultati per ora disomogenei.
Spatial Reframing, accessibile nella sezione Strumenti dell'app Foto, permette di modificare l'angolazione di uno scatto trascinando sullo schermo: il dispositivo analizza la scena e genera le porzioni di sfondo non visibili nell'originale. I test sul beta developer mostrano variabilità marcata. Un ritratto ravvicinato di un gatto ha retto bene, con un lato generato in modo convincente; una foto turistica del Colosseo ha prodotto sfondi plausibili ma distorsioni evidenti sui volti in primo piano. Apple aggiunge a ogni immagine modificata un watermark nascosto SynthID per marcarla come contenuto AI. La funzione è in sviluppo, ed è prevedibile che le versioni successive del beta migliorino significativamente la gestione dei soggetti umani.
Image Playground porta per la prima volta la generazione fotorealistica nativa: in iOS 26 le immagini fotorealistiche richiedevano l'integrazione con ChatGPT; in iOS 27 diventano built-in, affiancando gli stili Animazione, Illustrazione e Schizzo già disponibili. Il gap con i generatori di OpenAI e Google si riduce, anche se il contesto d'uso rimane orientato a progetti personali: inviti, presentazioni, wallpaper.
Cosa cambia per un utente iPhone
L'implicazione concreta dipende dall'hardware. Come già riportato, AFM Core Advanced è riservato a iPhone Air e iPhone 17 Pro; per iPad è richiesto chip M4 con almeno 12 GB di RAM, per Mac chip M3 con almeno 12 GB di RAM. Chi ha un iPhone 17 base o i dispositivi precedenti all'iPhone 15 Pro — inclusi iPhone 15 e 15 Plus — non riceve le funzionalità Apple Intelligence.
Segnalare una divergenza nelle coperture è utile: AppleInsider ha enfatizzato l'indipendenza tecnica da Google — tutto il codice è Apple — mentre The Verge ha osservato che le funzionalità ricordano da vicino ciò che Gemini offre su Android, e che Apple sembra ancora in fase di recupero sul piano dell'esperienza utente. Le due letture non si contraddicono: riguardano piani diversi. L'architettura è proprietaria; la percezione dell'esperienza utente, rispetto alla concorrenza, è ancora di inseguimento.
L'architettura duale on-device/cloud è l'elemento più rilevante sul piano della privacy: le query più sensibili vengono elaborate localmente, quelle più complesse su server verificabili da terze parti. È un'architettura più trasparente di quanto offerto da qualsiasi altro assistente AI su smartphone attualmente disponibile — e quella trasparenza è ora verificabile da chiunque, non solo dichiarata da Apple.
iOS 27 sarà in beta pubblica nell'estate del 2026 e in versione definitiva a settembre 2026. Sarà l'ultimo lancio presieduto da Tim Cook, che lascia la guida di Apple il 1° settembre.
