Un modello AI tenuto segreto per il suo stesso potenziale distruttivo ha dimostrato in concreto perché quella cautela era giustificata. A maggio 2026, ricercatori della società di sicurezza Calif hanno usato Claude Mythos Preview di Anthropic per scoprire una vulnerabilità critica in macOS, aggirando le protezioni hardware di Apple Silicon in un modo mai documentato in precedenza. Apple è stata notificata dei risultati e ha avviato la revisione delle scoperte.
Due bug concatenati per violare il kernel di macOS
L'attacco è classificato come "data-only kernel local privilege escalation chain": partendo da un account utente non privilegiato, scala fino a una root shell usando chiamate di sistema standard, due bug distinti e diverse tecniche di exploit. Il team di Calif — con sede a Palo Alto — ha sviluppato l'intera catena d'attacco in circa cinque giorni dopo aver identificato le vulnerabilità ad aprile 2026, operando su macOS 26.4.1 su hardware Apple M5.
Il bersaglio principale era Memory Integrity Enforcement (MIE), il sistema di protezione hardware costruito da Apple attorno all'ARM Memory Tagging Extension. MIE è progettato per ridurre drasticamente l'affidabilità degli exploit di corruzione della memoria — una categoria di bug che alimenta alcune delle compromissioni più gravi contro i sistemi operativi moderni. Apple lo ha introdotto come mitigazione hardware-assistita per rendere questi attacchi molto più difficili da eseguire su Apple Silicon.
Questo è il primo exploit pubblicamente documentato di corruzione della memoria del kernel macOS a superare le protezioni MIE su hardware M5 bare-metal con kernel MIE attivato. I due bug sono stati concatenati in modo che, una volta corrotta la memoria del Mac, fosse possibile "accedere a parti del dispositivo che dovrebbero essere inaccessibili". Combinato con altri vettori d'attacco, lo stesso exploit potrebbe portare al controllo completo della macchina.
L'attacco richiede però la componente umana. Thai Dong, CEO di Calif, ha dichiarato che l'operazione "non avrebbe potuto essere realizzata da Mythos da solo" e ha richiesto la competenza degli specialisti di sicurezza del suo team. Mythos ha accelerato il riconoscimento di classi di bug note e alcune fasi della ricerca, senza sostituire il giudizio umano necessario per costruire l'exploit finale.

Project Glasswing: quando l'AI lavora dalla parte dei difensori
Mythos è una versione preliminare di un nuovo e più potente modello Claude, non disponibile al pubblico. Anthropic stessa ha avvertito che le sue capacità nell'identificare exploit lo rendono troppo rischioso per un rilascio generale. L'alternativa adottata è Project Glasswing, un'iniziativa che permette a società tecnologiche di accedere al modello esclusivamente per scopi difensivi — trovare vulnerabilità nei propri sistemi prima che altri possano sfruttarle.
Il team di Calif ha consegnato ad Apple un report tecnico di 55 pagine, recapitato di persona al quartier generale di Cupertino. Le note di sicurezza di macOS 26.5 — aggiornamento rilasciato questa settimana — citano già una correzione per una vulnerabilità a livello kernel, attribuendola a Calif e Anthropic. Dong ha dichiarato alla stampa che i bug "probabilmente verranno corretti piuttosto in fretta". Il report integrale, il codice dell'exploit e i dettagli tecnici completi restano riservati fino al completamento del processo di patching da parte di Apple.
Perché questo exploit conta per chiunque usi un Mac
I bug di corruzione della memoria restano tra i vettori d'attacco più sfruttati contro i sistemi operativi moderni. Apple ha investito anni per rendere queste vulnerabilità inservibili su Apple Silicon attraverso MIE — protezioni che fino ad oggi erano considerate tra i risultati più solidi dell'intero settore. L'exploit di Calif non è un attacco teorico: è stato dimostrato su hardware reale, con una catena funzionante e documentata in 55 pagine.
Il punto critico non è solo la vulnerabilità. È la velocità. Identificare e concatenare due bug sconosciuti in cinque giorni, con l'ausilio di un modello AI, comprime la finestra che i produttori di software hanno a disposizione per rispondere. Se strumenti simili venissero usati in contesti offensivi — con o senza supervisione umana qualificata — il ciclo di scoperta e sfruttamento si accorcerebbe in proporzione analoga.
Apple deve ancora chiarire se le patch presenti in macOS 26.5 coprono integralmente le vulnerabilità identificate da Calif, o se ulteriori aggiornamenti siano necessari. La responsible disclosure ha tenuto, ma l'orologio è in moto.
