Siri AI bloccata nell’UE: Apple chiede esenzione, Bruxelles dice no

Gli utenti iPhone e iPad in Europa non avranno accesso a Siri AI con iOS 27 e iPadOS 27 — e la spiegazione pubblica di Apple è che i regolatori europei siano stati irragionevoli. La Commissione europea risponde con una versione opposta: Apple non avrebbe proposto soluzioni conformi al Digital Markets Act, ma avrebbe semplicemente chiesto di essere esentata dalle proprie obbligazioni per almeno 18 mesi. Come avevamo già riportato dopo il keynote dell'8 giugno 2026, l'annuncio era stato inaspettato nella forma — un momento del WWDC dedicato a spiegare un'assenza. Adesso emergono le due versioni incompatibili dei fatti che lo hanno preceduto.

La Commissione europea: «La scelta è stata solo di Apple»

Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato ai giornalisti a Bruxelles che Apple «non ha sviluppato soluzioni di interoperabilità conformi agli standard privacy e sicurezza dell'UE». La conclusione è che la scelta di non lanciare Siri AI nell'UE «è di Apple e solo di Apple». Regnier ha aggiunto: «Invece di cercare una soluzione adeguata, Apple ha semplicemente presentato una richiesta per essere esentata dalle proprie obbligazioni di interoperabilità ai sensi del DMA — e questo per almeno 18 mesi. Non è un'opzione.»

La posizione della Commissione è che nulla nel DMA vieti ad Apple di introdurre nuovi prodotti nell'UE. Il requisito è che quei prodotti rispettino le norme sull'interoperabilità — ovvero che i concorrenti abbiano accesso alle stesse funzionalità che Apple garantisce a se stessa. «Non spetta ad Apple decidere chi può innovare, o quali strumenti AI i cittadini europei possono usare», ha precisato la Commissione.

La proposta di Apple: il Trusted System Agent e i rischi di sicurezza

Greg Joswiak, vice president of iOS, iPad and iPhone Marketing, ha rivelato che Apple aveva briefato la Commissione sui piani per Siri AI già all'inizio del 2026 — prima che l'azienda avesse condiviso informazioni così anticipate con i regolatori. L'obiettivo era guadagnare tempo e trovare un accordo, evitando i ritardi già sperimentati con la traduzione in tempo reale degli AirPods Pro.

Il problema, secondo Apple, è strutturale: Siri AI è un assistente agentivo, progettato per operare sull'intero sistema del dispositivo. Applicare il DMA così com'è significherebbe permettere ai competitor di «leggere i tuoi messaggi, modificare i tuoi file, cancellare le foto e agire nelle tue applicazioni senza che tu lo sappia o acconsenta», ha spiegato Joswiak. La controproposta di Apple era il Trusted System Agent: un meccanismo che avrebbe garantito alle AI rivali accesso equivalente, mantenendo i controlli di sicurezza. L'azienda ha chiesto 18 mesi per implementarlo gradualmente. La Commissione ha rifiutato anche questa soluzione.

Apple si è dichiarata «profondamente delusa» e ha adottato una strategia comunicativa insolita: dedicare parte del keynote WWDC all'8 giugno 2026 a spiegare pubblicamente perché Siri AI non arriva in Europa, pubblicare successivamente un post intitolato "Due to DMA, Siri AI delayed in EU for iOS 27 and iPadOS 27" e organizzare briefing specifici con i media europei.

Siri AI Bloccato in Europa per Conflitto DMA
Speaker intelligente fra i dispositivi interessati dalle normative europee sulla protezione dei dati. Foto di Robert So su Pexels

Due versioni incompatibili: il nodo Apple-DMA visto dagli esperti

Le due narrazioni si contraddicono su un punto fondamentale, e non è verificabile dall'esterno quale sia più attendibile. Apple sostiene di aver proposto soluzioni concrete e di essere stata ignorata. La Commissione sostiene che Apple non abbia mai presentato proposte DMA-conformi, ma si sia limitata a chiedere una deroga totale. AppleInsider osserva che «è quasi impossibile capire quale delle due parti dica la verità».

Quello che è documentato è il percorso più ampio: già nel maggio 2025 Apple aveva impugnato una multa antitrust da 570 milioni di dollari e accusato pubblicamente la Commissione di averla ignorata nelle interlocuzioni. Il pattern si ripete con la stessa struttura.

Michael Veale, professore di diritto tecnologico all'University College London, ha messo il dito sulla contraddizione più acuta: «Il modello di privacy e sicurezza di Apple è costruito come una torre di Jenga, basata su un controllo verticale estremo dell'azienda, e rischia di crollare quando viene introdotta l'interoperabilità.» Il punto è preciso: Apple ha già modificato il proprio sistema per consentire a Siri AI di accedere ai dati di tutte le app, ma ritiene che lo stesso tipo di accesso sia troppo pericoloso se richiesto da un competitor. Questa asimmetria è il punto su cui si concentra la critica accademica.

Esperti di politica digitale hanno definito la campagna mediatica di Apple «una tattica di lobby», sostenendo che il problema non sia il DMA in sé, ma il rifiuto di aprire un ecosistema costruito sull'esclusività. Altri hanno sollevato un punto pratico: se i requisiti di interoperabilità del DMA erano prevedibili sin dall'entrata in vigore della norma, perché Apple avrebbe bisogno di 18 mesi per implementare il Trusted System Agent?

Cosa cambia per gli utenti europei

Con il rilascio di iOS 27 entro la fine del 2026, gli utenti nell'Unione Europea riceveranno il sistema operativo privo di Siri AI e delle funzioni correlate, inclusa la nuova app per le conversazioni. Apple ha dichiarato di voler portare Siri AI in Europa «alla fine», senza indicare alcuna scadenza. Al momento, nessun ingegnere Apple sta lavorando agli adattamenti necessari per il mercato UE.

Il precedente della USB-C — quando l'Europa ha imposto lo standard e Apple si è adeguata — è il parametro con cui si misurerà questa partita. La differenza è che con l'AI la Commissione si trova ad affrontare un ecosistema molto più complesso di un connettore di ricarica. Con nessun ingegnere Apple al lavoro per l'UE, è Bruxelles a dover fare la prossima mossa.

Fonti

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