Il tasso di interesse del conto Apple Card Savings è sceso al 3,4% annuo, il secondo taglio consecutivo del 2026. La novità più rilevante non è il calo in sé, ma il contesto in cui avviene: la Federal Reserve non ha modificato i propri tassi nel corso di quest'anno, eppure Goldman Sachs ha tagliato ugualmente. Il motivo più plausibile riguarda la transizione in corso verso JPMorgan Chase, che riduce l'incentivo della banca ad attrarre nuovi depositi con tassi competitivi.
Due tagli in sei mesi: la traiettoria dei ribassi
In sei mesi il tasso del conto Apple Card Savings è calato due volte: dal 3,65% di inizio 2026 al 3,5% di aprile, fino al 3,4% comunicato il 4 giugno 2026. Il conto aveva debuttato nel 2023 al 4,15%, toccando poi il picco del 4,5% prima che una serie di riduzioni, avviata nel 2024, erodesse progressivamente i rendimenti.
Il contesto macroeconomico spiega parte dei cali precedenti. La Federal Reserve ha ridotto i tassi per sostenere l'attività economica e riportare l'inflazione verso il suo obiettivo di lungo periodo del 2%, portando il Federal Funds target range dal 4,25%–4,50% di giugno 2025 all'attuale 3,50%–3,75%. Questa discesa ha spinto molte banche americane a tagliare i tassi sui conti di risparmio, poiché le istituzioni guadagnano meno dal prestito del denaro e riducono di conseguenza quanto pagano ai depositanti. Goldman Sachs ha seguito la stessa logica, abbassando le condizioni su molti dei propri prodotti di deposito, non solo sul conto Apple.
C'è però un'asimmetria che penalizza i risparmiatori: i tagli sui conti di risparmio arrivano rapidamente dopo le decisioni della Fed, mentre i costi dei prestiti — mutui, finanziamenti auto, credito al consumo — restano spesso elevati più a lungo. Il risultato è che molti consumatori subiscono la riduzione dei rendimenti sul risparmio senza vedere benefici equivalenti sul fronte dei finanziamenti.
Il nodo JPMorgan Chase pesa già sui tassi
Il taglio di giugno 2026 è arrivato senza che la Fed avesse mosso i propri tassi quest'anno, un indizio che punta a un fattore aggiuntivo. Goldman Sachs e Apple stanno trasferendo la partnership della carta di credito a JPMorgan Chase: l'accordo è stato annunciato a inizio gennaio 2026, con una transizione stimata in circa due anni e completamento atteso intorno al 2028.
Con questo passaggio all'orizzonte, Goldman Sachs ha meno ragioni strategiche per competere aggressivamente sui tassi di deposito: i nuovi correntisti che aprissero oggi un conto diventeranno clienti di Chase tra pochi anni. Come dichiarato dalla banca stessa, «I tassi sono influenzati da molti fattori, incluso il Federal Funds Rate. Quando questo viene ridotto, colpisce tutte le istituzioni finanziarie statunitensi e valutiamo possibili aggiustamenti ai nostri tassi». La nota non menziona esplicitamente la transizione, ma le due dinamiche coesistono e si rafforzano a vicenda.

Il passaggio a Chase arriva dopo anni in cui Goldman Sachs apparentemente non riusciva a rendere profittevole la partnership con Apple, e dopo che Apple avrebbe avuto difficoltà a trovare un istituto alternativo disposto a subentrare. Questi trascorsi rendono comprensibile il disimpegno progressivo di Goldman sui tassi di deposito.
C'è anche una preoccupazione prospettica: Chase è nota per offrire tassi di risparmio piuttosto bassi sui propri prodotti standard, e molti osservatori si aspettano riduzioni ben più significative di quelle viste finora una volta completata la migrazione.
APY al 3,4%: ancora competitivo, ma JPMorgan Chase è l'incognita
Al 3,4% di APY, con capitalizzazione giornaliera e distribuzione mensile degli interessi, il conto rimane nettamente più remunerativo della media nazionale dei conti bancari tradizionali, ferma intorno allo 0,4%: un differenziale di otto volte, come sottolinea Goldman Sachs («Il nostro APY attuale rimane 8 volte la media nazionale e continueremo a mantenerlo competitivo»).
I rendimenti concreti al tasso attuale:
| Capitale depositato | Interesse annuo al 3,4% |
|---|---|
| 100 dollari | 3,40 dollari |
| 1.000 dollari | 34 dollari |
| 10.000 dollari | 340 dollari |
La differenza rispetto al tasso precedente del 3,5% è contenuta in valore assoluto: su mille dollari, un dollaro di interessi in meno all'anno. Su capitali più consistenti, l'erosione si accumula. Considerando l'intera traiettoria dal lancio, il tasso è calato di 0,75 punti percentuali rispetto al 4,15% iniziale — circa il 18% in meno — il che, su un deposito di 10.000 dollari, equivale a 75 dollari di interessi annui persi rispetto all'offerta originaria del 2023.
Il conto mantiene i suoi punti di forza operativi: i rimborsi Daily Cash accumulati con Apple Card confluiscono automaticamente nel saldo, gestito nell'app Wallet. Per chi usa il conto solo come destinazione dei cashback, l'impatto dei tagli rimane marginale. Per chi ha trasferito capitali significativi puntando sull'alto rendimento, monitorare le alternative di mercato e pianificare per l'eventuale transizione a Chase già oggi — prima che la migrazione ridefinisca le condizioni del conto — è una scelta razionale, non prematura.
