UE esenta AirPods e Apple Watch dall’obbligo di batteria rimovibile: il design resta intatto

La Commissione Europea ha scelto la via del pragmatismo tecnico. Con l'adozione di nuove esenzioni al regolamento sulle batterie, l'Unione ha liberato AirPods e Apple Watch — insieme ad altri dispositivi indossabili — dall'obbligo di montare batterie sostituibili direttamente dall'utente. La decisione, adottata il 15 luglio 2026, evita ad Apple una riprogettazione che, nel caso degli auricolari wireless, sarebbe stata radicale: il formato attuale degli AirPods, fatto di microscopici componenti incollati e sigillati, non lascia spazio a sportelli o meccanismi di estrazione senza comprometterne le dimensioni.

L'esenzione non è ancora definitiva — deve superare lo scrutinio di Parlamento Europeo e Consiglio — ma il segnale politico è netto: l'UE riconosce che certi prodotti semplicemente non possono essere aperti dall'utente senza creare rischi per la sicurezza o senza violare i limiti della tecnologia produttiva attuale.

Cosa prevede l'esenzione e quali prodotti copre

La modifica riguarda sei nuove categorie di prodotto che si aggiungono a quelle già esentate in precedenza dal regolamento. Rientrano nell'elenco:

  • Smartwatch (Apple Watch e dispositivi analoghi)
  • Fitness tracker (fascette, anelli smart, contapassi avanzati)
  • Occhiali smart (dispositivi come quelli di Meta, su cui si concentrarono le pressioni USA per il ritardo del lancio europeo dei nuovi modelli con display)
  • Auricolari wireless e altri piccoli dispositivi indossabili dove l'accesso alla batteria è tecnicamente impraticabile

La logica è la stessa che aveva già esentato prodotti come gli spazzolini elettrici: aprire un involucro compatto e sigillato, per poi tentare di richiuderlo in modo ermetico, può compromettere la resistenza all'acqua e creare un rischio per la sicurezza dell'utente. La Commissione ha precisato che l'esenzione si applica anche quando "i limiti tecnici rendono irrealistico l'accesso da parte del consumatore".

Un portavoce della Commissione, interpellato da Politico, ha respinto l'idea che Bruxelles abbia ceduto a pressioni esterne: l'istituzione "non ha ceduto alle pressioni di nessuno" e la proposta "segue un'ampia consultazione pubblica con associazioni dei consumatori, stakeholder del settore e Stati membri", durata oltre un anno.

Perché AirPods e Apple Watch sono casi estremi di non riparabilità

I dati sulla riparabilità raccontano una storia chiara. Secondo le valutazioni di iFixit, tutti i modelli di Apple Watch ottengono punteggi compresi tra 3 e 4 su un massimo di 10. Un valore che colloca lo smartwatch di Cupertino tra i dispositivi meno riparabili sul mercato, eppure perfettamente in linea con la logica dell'esenzione appena concessa: l'involucro sigillato è necessario per garantire impermeabilità e resistenza, caratteristiche che il regolamento stesso riconosce come prioritarie rispetto alla sostituibilità fai-da-te della batteria.

Per gli AirPods il discorso è ancora più netto. Un teardown degli AirPods Pro 3 mostra componenti densamente impacchettati e tenuti insieme da adesivi: rendere la batteria estraibile dall'utente significherebbe riprogettare il prodotto da zero, sacrificando il formato compatto che ne ha decretato il successo commerciale. Un intervento che Apple, comprensibilmente, non aveva alcuna intenzione di affrontare per il solo mercato europeo.

Auricolari wireless e smartwatch minimalisti su marmo bianco, dispositivi indossabili dal design sigillato senza batteria sostituibile
AirPods e Apple Watch mantengono il loro design compatto grazie all'esenzione UE sull'obbligo di batteria rimovibile.

L'iPhone era già stato esentato dall'obbligo di batteria rimovibile nella formulazione originale del regolamento, grazie alla durata del ciclo di vita della batteria e alla certificazione di resistenza all'acqua. Apple continua comunque a offrire la sostituzione tramite Apple Store, fornitori autorizzati e il programma Self Service Repair, che consente ai proprietari di gestire alcune riparazioni a casa.

L'iter burocratico: cosa manca per l'entrata in vigore

L'atto delegato adottato dalla Commissione non è ancora legge. Ecco i passaggi che restano:

  1. Trasmissione a Parlamento Europeo e Consiglio dell'UE per lo scrutinio
  2. Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'UE
  3. Entrata in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione, a condizione che nessuno dei due organi sollevi obiezioni

Se il percorso procederà senza intoppi, l'esenzione sarà operativa ben prima del rollout completo della Batteries Regulation previsto per il 2027.

Il contesto politico non è irrilevante. L'esenzione arriva dopo mesi di pressioni da parte di funzionari statunitensi, preoccupati che le regole europee bloccassero il lancio di prodotti come gli occhiali smart di Meta. La Commissione nega qualsiasi collegamento diretto, ma la tempistica suggerisce che il dossier indossabili fosse diventato un nodo diplomatico oltre che tecnico.

Non tutti i produttori ottengono lo stesso trattamento

Va notato che l'esenzione non è una licenza universale a sigillare qualsiasi dispositivo. Nintendo, per esempio, ha già annunciato che venderà una versione di Nintendo Switch 2 nell'Unione Europea con batteria sostituibile dall'utente, adeguandosi alle regole in arrivo. La differenza sta nella natura del prodotto: una console da gioco portatile ha spazio e fattore di forma che consentono un accesso sicuro alla batteria senza comprometterne la funzionalità. Un auricolare wireless o un orologio subacqueo no.

Il punto non è se un prodotto possa tecnicamente essere aperto — quasi tutto può esserlo con gli strumenti giusti — ma se l'operazione sia sicura e praticabile per un consumatore medio senza danneggiare il dispositivo o creare rischi. Su questo crinale si gioca tutta la logica dell'esenzione.

La Commissione ha impiegato più di un anno a consultare produttori, associazioni di consumatori, organizzazioni per la riparazione ed esperti di riciclo prima di decidere. Il risultato è un elenco di esenzioni che prova a bilanciare due obiettivi potenzialmente in conflitto: allungare la vita dei dispositivi elettronici e garantire che chi li usa non si faccia male nel tentativo di ripararli.

Fonti

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