Telegram rimosso dall’App Store per CSAM: il doppio standard di Apple

Nella serata di lunedì 3 agosto 2026, alle 21:30 ET, Telegram è scomparso dall’App Store senza preavviso. Dopo circa 40 minuti, alle 22:10 ET, l’app era di nuovo disponibile. Il motivo? Apple aveva rilevato contenuti pedopornografici (CSAM) sulla piattaforma e ha bloccato i nuovi download fino a quando Telegram non ha rimosso il materiale e bannato l’utente responsabile. L’operazione-lampo, in sé, è un successo di enforcement. Ma il modo in cui Apple ha gestito questo caso – e non altri – ha fatto riesplodere le accuse di doppio standard.

Cosa è successo: cronistoria di un blocco lampo

Poco dopo le 21:30 ET di lunedì notte, gli utenti che cercavano Telegram sull’App Store di iPhone e iPad hanno iniziato a ricevere una schermata vuota o il messaggio “pagina non trovata”. Chi aveva già l’app installata poteva continuare a usarla senza interruzioni; Telegram restava raggiungibile anche sul Mac App Store e su Google Play.

Quaranta minuti dopo l’app tornava visibile. Apple ha confermato in una dichiarazione che “abbiamo rimosso brevemente Telegram dall’App Store dopo aver riscontrato contenuti che violano le nostre rigide linee guida contro materiale pedopornografico. L’app è stata successivamente ripristinata dopo che lo sviluppatore ha prontamente rimosso il contenuto e bannato l’utente che lo aveva pubblicato”.

Tutta la vicenda è durata meno di un’ora. Resta il fatto che per quei quaranta minuti nessun nuovo utente poteva scaricare Telegram, una piattaforma che conta oltre un miliardo di utenti attivi.

Telegram: rimozioni in crescita esponenziale e la replica sarcastica

Telegram ha reagito in modo tagliente. Accanto al link alla propria pagina sulla sicurezza, l’account ufficiale ha scritto su X: “I’m sure this stance will be applied equally to all other apps in the store, in the future, right?”. Un altro tweet ironizzava: “reports of my demise are greatly exaggerated 🍎”. Il portavoce Remi Vaughn ha attaccato frontalmente Apple: “Apple was wrong to disrupt the legitimate communication of a billion people over the actions of a single user”.

La società fornisce dati precisi sui contenuti rimossi. Nel 2026 ha eliminato più di 337.900 gruppi e canali legati al CSAM. Nel 2025 il numero era di 29.640 rimozioni, in gran parte segnalate da organizzazioni come il National Center for Missing & Exploited Children.

Smartphone con un cono di luce su superficie bianca, simbolo della rimozione di Telegram dall'App Store
La rimozione di Telegram dall'App Store riaccende il dibattito sul doppio standard di Apple nella moderazione.

Il dislivello è enorme. Negli ultimi sette mesi (gennaio–inizio agosto 2026) Telegram ha rimosso oltre undici volte il volume di gruppi e canali illegali rimosso nell’intero anno precedente. Un’impennata che, al di là della legittima domanda su quanto materiale circolasse, segnala un’accelerazione nei processi interni di moderazione.

Apple sotto accusa: il precedente di X e le critiche di Tim Sweeney

La domanda che circola tra osservatori e sviluppatori è: perché Telegram è stato cancellato dallo store per un singolo account, mentre X (ex Twitter) – dove continuavano a essere generate immagini sessualizzate di minori – non ha subito la stessa sorte? Lo ha notato AppleInsider, sottolineando che X “è rimasto attivo per tutto il tempo” e che “non è chiaro il motivo per cui sia stata intrapresa un’azione rapida con Telegram e non con X”.

Il fondatore di Epic Games, Tim Sweeney, storico critico delle politiche dello store, ha colto l’occasione per rilanciare la sua battaglia antitrust. Su X ha scritto: “Apple’s App Store desperately needs competition worldwide” e ha definito il gesto “capriccioso”: “Apple capriciously removes a vital communication and privacy tool from availability to a billion users, and sadly this is business as usual”. Sweeney ha poi messo in dubbio la tenuta del criterio applicato: se basta un singolo utente a far rimuovere un’app, nessuna piattaforma di comunicazione – compresa iMessage – potrebbe operare su larga scala.

Non è la prima volta che Telegram finisce nel mirino di Apple. Nel febbraio 2018 l’app era stata rimossa per contenuti “inappropriati” e ripristinata dopo l’introduzione di ulteriori protezioni.

L’analisi: numeri che fanno riflettere e la questione della coerenza

I numeri di Telegram raccontano una piattaforma che sta affrontando il problema CSAM con strumenti più decisi rispetto al passato. L’azienda parla di 29.640 rimozioni nel 2025 e già 337.900 nel 2026: un rapporto di circa 11,4 a 1 in meno di otto mesi. Anche ipotizzando un miglioramento nella capacità di individuare i contenuti, la differenza di scala resta impressionante e impone una riflessione. Se da un lato la crescita suggerisce che il fenomeno è più esteso di quanto si sapesse, dall’altro indica che Telegram ha ora un sistema di rilevamento più attivo – fatto che mette in luce un paradosso: Apple punisce il singolo episodio sfuggito, mentre su altri servizi convive con violazioni diffuse e prolungate.

La disparità di trattamento fra Telegram e X è una crepa evidente nella coerenza delle linee guida dell’App Store. Fino a quando Apple non chiarirà le soglie e i parametri che fanno scattare una rimozione immediata, il sospetto di una applicazione selettiva delle regole resterà un punto di tensione per l’intero ecosistema delle app.

Fonti

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