Siri AI è la grande scommessa di Apple al WWDC 2026: un assistente ricostruito dalle fondamenta, con un'architettura AI proprietaria che coordina capacità su tutti i dispositivi. Come avevamo riportato, il nuovo Siri richiede almeno iPhone 15 Pro o Mac e iPad con chip M1. La novità di questa settimana è la lista completa — e la scoperta, circolata sui social nelle ore successive al keynote, che Apple ha modificato chirurgicamente l'audio della sua presentazione per evitare di far parlare i dispositivi di milioni di spettatori.
La lista completa dei dispositivi compatibili
Siri AI sarà disponibile, quando arriverà al pubblico in autunno 2026, su una gamma estesa di prodotti:
iPhone:
- iPhone 17 Pro, 17 Pro Max, iPhone Air, iPhone 17, iPhone 17e
- iPhone 16 Pro, 16 Pro Max, 16, 16 Plus, 16e
- iPhone 15 Pro, 15 Pro Max
iPad: tutti i modelli con chip Apple silicon (M1 e successivi, e A17 Pro e successivi)
Mac: tutti i modelli con chip Apple silicon (da M1 fino a M5, incluso A18 Pro)
Apple Watch (abbinato a un iPhone compatibile):
- Apple Watch Series 9 e successivi
- Apple Watch Ultra 2 e successivi
- Apple Watch SE 3
Apple Vision Pro: tutti i modelli
Funzioni avanzate: soglia a 12 GB di memoria unificata
Non tutti i dispositivi supportati offrono la stessa esperienza. La personalizzazione della voce di Siri AI — ritmo ed espressività — è riservata a un sottoinsieme più ristretto: iPhone 17 Pro, iPhone 17 Pro Max e iPhone Air; iPad con chip M4 o successivi con almeno 12 GB di memoria unificata; Mac con M3 o successivi con almeno 12 GB; e Apple Vision Pro M5.
Un requisito simile vale per il modello AI on-device più potente di Apple, anche se l'impatto concreto sulla qualità delle risposte di Siri, per chi resta sotto questa soglia, non è stato ancora chiarito dall'azienda.

Implicazione pratica per chi usa già un iPhone o Mac Apple silicon: chi ha un iPhone 15 Pro, un Mac M1 o un iPad M1 ottiene la compatibilità base con Siri AI, ma la voce personalizzabile — e presumibilmente il modello più capace — richiede un salto di due o tre generazioni hardware. Apple non ha ancora comunicato con trasparenza quali differenze di qualità l'utente percepirà tra le due fasce.
Come Apple ha silenziato il proprio keynote
Durante la trasmissione del keynote WWDC 2026, alcuni osservatori hanno analizzato gli spettrogrammi dell'audio e hanno trovato qualcosa di insolito: ogni volta che veniva pronunciato il nome "Siri", Apple aveva rimosso chirurgicamente le bande a 3 kHz, 4 kHz, 5 kHz e 6 kHz dalla traccia.
La logica è semplice. Il wake-word detection — il meccanismo con cui HomePod, iPhone, iPad e Mac riconoscono la parola di attivazione — si basa sul profilo acustico di frasi come "Siri" e "Hey Siri". Eliminare le frequenze dove il nome trasporta più energia fonetica riduce la probabilità che i dispositivi in casa degli spettatori si accendano durante la visione.
La misura non ha funzionato completamente: diversi utenti hanno segnalato attivazioni accidentali mentre guardavano lo streaming. Non è la prima volta che una grande azienda ricorre a questa tecnica: nel 2017, Amazon aveva adottato un sistema analogo nei suoi spot televisivi per Alexa, togliendo alcune frequenze per non far rispondere gli Echo nel salotto degli spettatori.
Federighi contro i competitor: "AI per il gusto dell'AI"
Sul palco del WWDC, Craig Federighi, responsabile del software Apple, ha usato parte del keynote per attaccare esplicitamente i concorrenti: «AI is incredibly powerful technology. Still, some appear to be racing forward, seemingly pursuing AI for the sake of AI, without clear regard to the people, all of us, that it's ultimately meant to serve.» Il riferimento implicito era a OpenAI, Google e Meta.
Federighi ha respinto l'idea che Siri AI sia un chatbot sovrapposto al sistema operativo, descrivendolo come uno strumento «integrale e conversazionale». La privacy, ha ribadito, è «non negoziabile»: i dati vengono usati soltanto per eseguire la richiesta dell'utente.
In un'intervista separata, Federighi ha precisato anche cosa Siri non farà: «As you may know, if you use many of the existing chatbots, they're really focused on engagement to a large degree. And sycophancy, right? They kind of want to pull you in.» Apple ha scelto la direzione opposta. «If you try to engage Siri as a romantic partner, Siri's not up for that. Siri's 100 percent not into that» ha detto, descrivendo un assistente progettato per essere utile e poi togliersi di mezzo — non per creare dipendenza o connessione emotiva.
La critica di Apple ai competitor arriva dopo un periodo non semplice per la stessa azienda sull'AI: nel corso del 2026, Apple si è separata da John Giannandrea, ex responsabile dell'intelligenza artificiale e del machine learning, a seguito di una ristrutturazione prolungata dei propri team.
Siri AI sarà in beta fino all'autunno 2026. Per la maggior parte degli utenti l'aggiornamento arriverà gratis con iOS 27 — ma l'esperienza completa, voce personalizzabile e modello on-device top, è riservata a chi ha già fatto o farà un acquisto di fascia alta.
Fonti
- Siri AI is coming to newer Apple devices only, here's the full list – 9to5Mac
- Apple Cut Frequencies in WWDC Keynote to Prevent Siri Activations – MacRumors
- Craig Federighi Swipes at AI Rivals Who Are 'Racing Forward' Without Regard for Users – MacRumors
- Siri won't be your AI girlfriend – The Verge

