L’incontro virtuale tra Tim Cook e la commissaria europea Henna Virkkunen, definito «costruttivo» da entrambe le parti, riapre la partita su Siri AI nel blocco europeo. La telefonata di martedì 30 giugno 2026 — confermata da un portavoce UE — è il primo segnale concreto di disgelo dopo settimane di accuse incrociate, e arriva mentre gli utenti iPhone e iPad dell’Unione restano esclusi dal lancio previsto per settembre con iOS 27 e iPadOS 27. Il punto non è se Siri AI arriverà in Europa, ma quando e a quali condizioni normative.
Perché Siri AI è bloccato dal Digital Markets Act
Il nodo è il Digital Markets Act (DMA) , il regolamento europeo che impone alle piattaforme “gatekeeper” di garantire interoperabilità ai concorrenti. Nel caso di Siri AI, la Commissione europea chiede che assistenti virtuali rivali possano accedere alle stesse funzionalità di sistema che Apple mette a disposizione del proprio assistente, con adeguato consenso dell’utente.
Apple ha proposto un meccanismo chiamato Trusted System Agent — un software intermediario per consentire ad assistenti di terze parti di operare in sicurezza sui dispositivi UE — accompagnato da un periodo di transizione di 18 mesi. La Commissione ha respinto la proposta. Un funzionario europeo citato dal Financial Times ha dichiarato che il contatto con Apple sull’idea è stato «limitato» e che l’azienda non ha presentato dettagli concreti su come l’agente avrebbe funzionato: Apple si sarebbe concentrata «sull’ottenere un via libera per ritardare la conformità».
Il portavoce della Commissione Thomas Regnier era stato netto all’indomani dell’annuncio alla WWDC 2026: «La decisione di non lanciare Siri AI nell’UE è soltanto di Apple, perché assolutamente nulla nel DMA vieta a un’azienda di introdurre nuovi prodotti nell’Unione». E ancora: «Apple è stata semplicemente incapace di sviluppare soluzioni di interoperabilità che soddisfino gli standard essenziali di privacy e sicurezza dell’UE».
Dalla guerra di dichiarazioni al negoziato diretto
La tensione è esplosa il giorno del keynote WWDC, quando Craig Federighi ha pubblicato una lettera aperta sul Newsroom di Apple accusando i regolatori europei: «Il rifiuto dell’UE di impegnarsi in modo costruttivo su soluzioni che preservino privacy e sicurezza significa che al momento non abbiamo una tempistica per la disponibilità di Siri AI su iOS e iPadOS nell’UE».
La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere. Oltre alle dichiarazioni di Regnier, il botta-e-risposta ha generato centinaia di email di protesta da parte di consumatori europei indirizzate alla Commissione — un dettaglio rivelatore di quanto il mancato accesso a funzionalità AI di punta venga percepito come un danno concreto.

L’incontro Cook-Virkkunen cambia il registro. Per la prima volta il CEO di Apple siede al tavolo — anche se virtuale — con la responsabile europea per la Sovranità tecnologica, segnalando che la priorità strategica di Apple è risolvere lo stallo prima del lancio autunnale. Il Financial Times precisa che la discussione ha riguardato come Apple possa rilasciare Siri AI in Europa «evitando multe da milioni di dollari per violazione delle regole sulla concorrenza».
Cook in uscita, ma il dossier resta suo
Un dettaglio temporale aggiunge peso all’incontro: Tim Cook lascerà la carica di CEO il 1° settembre 2026, passando il testimone a John Ternus. Resterà però presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, ruolo in cui — annota David Price su Macworld — è probabile che continui a occuparsi proprio di questo tipo di liaison politico-regolatorie. La telefonata con Virkkunen è anche un modello operativo per la fase che si apre tra due mesi esatti.
Il fronte britannico complica il quadro
Mentre il negoziato con l’UE entra nel vivo, Apple deve gestire un’altra partita regolamentare nel Regno Unito. La Competition and Markets Authority (CMA) britannica ha proposto di obbligare l’azienda a permettere agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento esterni all’App Store e di aprire il chip NFC dell’iPhone a portafogli digitali concorrenti.
Apple ha respinto le richieste. Un portavoce ha dichiarato: «Quando gli utenti vengono allontanati dall’infrastruttura di pagamento affidabile di Apple, perdono le protezioni che contano su Apple per fornire». La strategia della CMA, osserva Macworld, è semplice: replicare le negoziazioni già condotte dall’Unione Europea, applicandole al mercato britannico post-Brexit.
Che cosa cambia per gli utenti europei
Siri AI non è solo un’interfaccia vocale potenziata. Include Visual Intelligence estesa, strumenti di scrittura integrati, la nuova app Siri per rivedere le conversazioni e la modalità Siri nell’app Fotocamera. Funzionalità che su macOS 27 e visionOS 27 saranno disponibili anche nell’UE, ma che su iPhone e iPad — i dispositivi dove l’assistente conta di più — restano bloccate fino a nuovo accordo.
L’incontro del 30 giugno non garantisce una soluzione immediata. Ma il linguaggio usato da Bruxelles («scambio costruttivo su temi di interesse comune, su cui il lavoro continua») e la disponibilità di Cook a scendere in campo personalmente suggeriscono che entrambe le parti hanno un interesse oggettivo a chiudere: Apple per non perdere altri mesi di adozione della sua piattaforma AI, la Commissione per non alimentare la narrativa di un’Europa che blocca l’innovazione.
Il negoziato vero si gioca adesso sulla sostanza tecnica del Trusted System Agent. Senza una proposta dettagliata da parte di Apple su come garantire interoperabilità senza compromettere la sicurezza, il «costruttivo» rischia di restare un aggettivo diplomatico.

