Con il lancio di Apple Upgrade, avvenuto oggi 28 luglio 2026, Apple archivia definitivamente lo storico iPhone Upgrade Program e abbraccia il leasing puro. La mossa rende iPhone, Mac, iPad e Apple Watch accessibili con canoni mensili ridotti — ma al costo di non possedere mai il dispositivo, a meno di non pagare una maxi-rata finale che molti faticheranno a permettersi.
Il nuovo servizio, sviluppato in collaborazione con Klarna, trasforma l’acquisto di hardware Apple in un affitto a tempo: si paga ogni mese, si usa il prodotto, e alla scadenza lo si restituisce oppure si paga il saldo residuo per tenerlo. Il vecchio programma, attivo dal 2015, prevedeva invece un finanziamento a rate con AppleCare+ incluso e proprietà finale automatica dopo 24 pagamenti.
Come funziona Apple Upgrade: durate, costi e modelli esclusi
Il programma offre leasing da 12 o 24 mesi per iPhone e Apple Watch, e da 24 o 36 mesi per iPad e Mac. I canoni variano in base al modello e alla durata scelta. Ecco i prezzi di partenza per le configurazioni base, senza permuta:
| Dispositivo | 12 mesi | 24 mesi | 36 mesi |
|---|---|---|---|
| iPhone 17e 256GB | $24,99 | $17,99 | — |
| iPhone 17 256GB | $32,99 | $22,99 | — |
| iPhone 17 Pro 256GB | $45,99 | $31,99 | — |
| MacBook Air 13" M5 | — | $34,99 | $24,99 |
| MacBook Pro 14" M5 | — | $53,99 | $38,99 |
| iPad Pro 11" 256GB | — | $31,99 | $24,99 |
| Apple Watch Series 11 | $21,99 | $11,99 | — |
| Apple Watch Ultra 3 | $44,99 | $24,99 | — |
Non tutti i modelli rientrano nel programma. Restano escluse le fasce entry-level: niente iPhone 16, niente MacBook Neo, niente Mac mini, niente Apple Watch SE e niente iPad base (A16). Apple indirizza il leasing solo su prodotti di fascia media e premium.
Alla scadenza, l’utente ha tre opzioni: restituire il dispositivo e uscire dal programma, restituirlo e attivare un nuovo leasing per un modello più recente, oppure riscattarlo pagando la differenza tra quanto già versato e il prezzo di listino originale.
Il costo nascosto: AppleCare+ non è più incluso
La differenza più rilevante rispetto al vecchio iPhone Upgrade Program è l’esclusione di AppleCare+ dal canone mensile. Il programma precedente lo includeva obbligatoriamente, con la formula furto e smarrimento. Ora la copertura assicurativa va acquistata a parte.
Prendiamo un iPhone 17 base da 256GB. Con Apple Upgrade si paga $32,99 al mese per 12 mesi. Aggiungendo AppleCare+ ($11,99/mese), il costo mensile reale sale a $44,98. Il vecchio iPhone Upgrade Program chiedeva $42,41 al mese per lo stesso dispositivo con copertura già inclusa. In un anno, il nuovo programma costa $539,76 contro i $508,92 del piano precedente: un aumento netto di oltre 30 dollari.
«Apple può così pubblicizzare canoni d’ingresso più bassi, separando l’assicurazione e rendendo il costo totale di possesso leggermente più alto per chi desidera la stessa protezione di prima», ha scritto Filipe Espósito su Macworld.

La maxi-rata finale e la trappola del ciclo infinito
Alla fine del leasing, riscattare il dispositivo richiede un pagamento una tantum pari al residuo tra le rate versate e il prezzo di listino. Per un MacBook Pro 14" M5 da 1.999 dollari noleggiato per 36 mesi a $38,99 al mese, le rate totali ammontano a $1.403. Per tenerlo servono altri $585. Con il piano da 24 mesi a $53,99, il totale versato è $1.295 e la maxi-rata sale a $703.
Sono cifre che molti utenti non avranno accantonato. Il risultato più probabile, avverte Ben Lovejoy su 9to5Mac, è che la maggior parte dei clienti scelga di restituire il dispositivo e iniziare un nuovo leasing, innescando un ciclo continuo di noleggio simile a quello già consolidato nel settore automobilistico. Una strategia per evitarlo c’è: accantonare ogni mese la differenza tra la rata e il costo mensile che servirebbe a coprire il prezzo pieno. Per lo stesso MacBook Pro trentasei mesi, bastano $16,26 al mese in un conto separato per accumulare i $585 del riscatto finale. Ma presuppone disciplina finanziaria e disponibilità immediata di liquidità aggiuntiva.
Cosa succede se salti i pagamenti o restituisci il dispositivo danneggiato
Klarna gestisce gli incassi e la gestione del credito. In caso di mancato pagamento, la rata viene posticipata al mese successivo senza penali immediate. Dopo tre rate consecutive non pagate, il contratto si risolve e scatta la richiesta dell’intero saldo residuo, al netto del valore del dispositivo restituito. Se Klarna non riesce a recuperare il credito, passa la pratica alle agenzie di recupero.
Non è previsto alcun blocco software del dispositivo per morosità: alcune indiscrezioni basate sul codice della beta di iOS 27 avevano fatto ipotizzare un meccanismo di limitazione funzionale, ma Apple non lo ha implementato.
Per i danni al dispositivo la logica è ferrea. Con AppleCare+ si paga il costo standard del servizio di riparazione. Senza, Klarna valuta il danno al momento della restituzione e addebita l’intero importo necessario al ripristino. In caso di furto o smarrimento, senza copertura assicurativa, l’utente risponde dell’intero valore residuo.
Analisi: perché Apple ha cambiato modello
Il passaggio dal finanziamento con proprietà finale al leasing puro ha una logica economica precisa. Apple sta affrontando un aumento dei costi di produzione legato alla carenza globale di chip di memoria — la cosiddetta «RAMageddon» — che ha già costretto l’azienda a ritoccare al rialzo i prezzi di Mac e iPad. Tim Cook, CEO di Apple, ha definito la situazione «insostenibile» il mese scorso.
Il leasing permette di spalmare l’aumento dei prezzi su canoni mensili più digeribili, mantenendo l’accessibilità percepita dei dispositivi anche quando i listini salgono. Inoltre, il meccanismo di restituzione obbligatoria garantisce ad Apple un flusso costante di usato certificato da rivendere o ricondizionare, creando un secondo ciclo di ricavi. Per gli utenti, il risparmio immediato sulla rata è reale: un iPhone 17e si porta a casa con $17,99 al mese contro i $599 del prezzo pieno. Ma è un noleggio, non un acquisto, e va trattato come tale.
«Apple mette il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, e siamo entusiasti che Apple Upgrade offra ai nostri clienti un modo più flessibile di pagare i prodotti che amano», ha dichiarato Karen Rasmussen, vice president dell’Apple Store online. La flessibilità c’è, ma ha un prezzo — e per molti utenti sarà la rinuncia definitiva alla proprietà del dispositivo.
Fonti
- AppleInsider
- MacRumors
- Macworld
- 9to5Mac
- Macworld
- TechCrunch
- Cult of Mac
- AppleInsider
- The Verge
- 9to5Mac
- MacRumors
- 9to5Mac
